Con pericolosità sismica si intende lo scuotimento del suolo atteso in un certo sito durante un determinato intervallo di tempo a causa dei terremoti.
È una componente fondamentale per valutare il rischio sismico, insieme alla vulnerabilità degli edifici e all’esposizione delle persone e dei beni.
Perché è importante?
Conoscere la pericolosità sismica di un territorio permette di:
- Progettare in modo sicuro nuove costruzioni.
- Adeguare e rinforzare gli edifici esistenti.
- Pianificare e gestire le emergenze in modo efficiente.
- Educare la popolazione ai comportamenti corretti in caso di sisma
Come si calcola?
La pericolosità sismica può essere stimata utilizzando due diversi approcci:
- Analisi probabilistica di pericolosità sismica (PSHA): fornisce il livello di scuotimento del suolo che ha una data probabilità di essere superato al sito di interesse in un prefissato intervallo di tempo futuro, considerando tutti i terremoti che possono provocarvi un risentimento; a seconda della scala temporale di previsione, la pericolosità può essere stimata a lungo termine (decenni) o a breve termine (giorni o settimane).
- Analisi deterministica di pericolosità sismica (DSHA): fornisce il livello di scuotimento del suolo prodotto al sito in esame da un terremoto di scenario, caratterizzato da una data magnitudo e distanza sito-sorgente sismica.
La stima della pericolosità a fini di classificazione sismica di un territorio e definizione dell’azione sismica di riferimento nella normativa per le costruzioni viene tradizionalmente effettuata mediante l’approccio probabilistico, mentre l’approccio deterministico viene spesso usato (da solo o in aggiunta all’approccio probabilistico) per valutazioni di pericolosità sito-specifiche per la progettazione di infrastrutture strategiche (es. centrali nucleari, dighe).
