Il modello di pericolosità sismica di riferimento per il territorio italiano (MPS04, http://esse1.mi.ingv.it/),che è alla base dell’attuale classificazione e normativa sismica, è stato sviluppato tra il 2004 e il 2006 utilizzando le conoscenze e i dati più aggiornati allora disponibili riguardo il catalogo dei terremoti e i modelli di sorgenti sismiche e di attenuazione del moto del suolo (per maggiori informazioni vedi http://zonesismiche.mi.ingv.it).
Il modello è stato realizzato mediante un approccio ad albero logico al fine di esplorare diverse alternative degli ingredienti del calcolo riguardanti il catalogo dei terremoti, i parametri sismici delle sorgenti e le modalità di attenuazione del moto del suolo. Per ogni punto del territorio nazionale in cui è stato effettuato il calcolo, è stato ottenuto il valore mediano (50° percentile) pesato dei 16 rami considerati nell’albero logico ed è stata stimata la relativa incertezza (definita dai valori corrispondenti al 16° e all’84° percentile).
Il modello MPS04 viene spesso rappresentato tramite la mappa in Figura 1, che mostra i valori di accelerazione orizzontale di picco (PGA) con probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni, per siti su roccia o suolo molto rigido. L’Ordinanza PCM n. 3519/2006 ha reso tale mappa uno strumento ufficiale di riferimento per il territorio italiano. Tuttavia, il modello fornisce molte altre informazioni, in quanto la pericolosità è stata calcolata per 9 diverse probabilità di superamento in 50 anni (da 81% a 2%, corrispondenti a periodi di ritorno dello scuotimento da 30 a 2475 anni) non solo per PGA, ma anche per altri 10 periodi dello spettro di risposta in accelerazione (compresi tra 0.1 e 2 secondi).
Per ciascun punto di calcolo, il modello fornisce la curva di pericolosità, che definisce la frequenza annuale di superamento di determinati valori di PGA (Figura 2), lo spettro a pericolosità uniforme, che definisce i valori di accelerazione per i diversi periodi spettrali, per diverse probabilità di superamento in 50 anni (Figura 3), e l’analisi di disaggregazione per PGA (Figura 4), che identifica le coppie di valori di magnitudo e distanza che maggiormente contribuiscono alla pericolosità sismica del sito. In totale, sono state prodotte 99 mappe di pericolosità e oltre 2.200 parametri per ogni punto di calcolo (tutti i dati sono disponibili nel sito http://esse1-gis.mi.ingv.it/).
Figura 1 - Mappa di pericolosità sismica in termini di valori di PGA (espressi come frazione dell’accelerazione di gravità, g) con probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni (http://zonesismiche.mi.ingv.it)..
Figura 2 - Curva di pericolosità per un sito di calcolo: frequenza annuale di superamento di determinati valori di PGA.
Figura 3 - Spettro a pericolosità uniforme per un sito di calcolo: valori di accelerazione attesi per i diversi periodi spettrali (in secondi, s) e le diverse probabilità di superamento in 50 anni.

Figura 4 - Grafico della disaggregazione, per PGA, per un sito di calcolo: coppie di valori di magnitudo e distanza sito-sorgente che maggiormente contribuiscono alla pericolosità sismica del sito.
